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L’età sconosciuta: essere anziani di Maria Teresa Carrozzo

L’invecchiamento della popolazione diventa un dato sempre più attuale (in Italia, la popolazione oltre 75 anni è pari all’11,9% del totale ed entro il entro il 2025, oltre il 25% della popolazione europea avrà 65 anni o più) tuttavia, nonostante gli studi e le ricerche si interroghino sull’età più temuta, non tutto sull’universo “Terza età” è stato svelato. Tanto per cominciare, bisognerebbe innanzitutto comprendere quando si diventa anziani. Nel corso dei secoli, l’età in cui si attraversa la soglia della maturità è slittata sempre più in avanti: basti pensare che per Dante Alighieri il “mezzo del cammin di nostra vita” coincideva con i 35 anni, (cosa impensabile, adesso!).  Assieme al fattore età, bisogna poi considerare altri aspetti che si sono imposti con gli anni nel definire le fasi evolutive dell’uomo, e sono quelli sociali, fisici, psicologici, culturali.

Secondo la ricerca di SHARE, intitolata Survey of Health, ageing and Retirement in Europe, che ha raccolto in 20 paesi europei (+Israele) informazioni  e dati su 123,000 individui di età superiore ai 50 anni inerenti dati individuali su salute (funzionalità fisica, cognitiva, comportamenti a rischio salute, utilizzo di struttura mediche), status socio economico (salute psicologica, benessere, livello di soddisfazione, occupazione, caratteristiche del lavoro, opportunità di lavoro dopo l’età del pensionamento, fonti e composizione del reddito, ricchezza e consumo, beni immobili, istruzione), variabili psicologiche e variabili di interazione sociale (assistenza all’interno della famiglia, trasferimenti di beni e denaro, relazioni sociali, attività di volontariato), son o stati individuati ben 5 modelli di invecchiamento, così suddivisi:

  • L’invecchiamento prolungato si estende per un arco di tempo più o meno ventennale, a causa della ritardata morte del coniuge, e coinvolge i cittadini di Svezia, Paesi Bassi, Svizzera.
  • L’invecchiamento medio lungo, che coinvolge Danimarca, Germania ed Estonia, ed ha una durata lunga per un avvio precoce del processo.
  • Invecchiamento intermedio: Coinvolge i paesi di Francia e Belgio ed ha una durata inferiore ai 20 anni, con regolari tappe.
  • Invecchiamento breve: inizia con il peggioramento delle condizioni di salute e procede con un susseguirsi rapido delle tappe di invecchiamento. E’ tipico in austria, Repubblica Ceca, Polonia.
  • L’invecchiamento posticipato: inizia tardi e segue tappe irregolari. Si manifesta in Italia, Spagna, Grecia.

Alla luce di queste informazioni, va da sé la prima riflessione: si invecchia anche in base al dove e al come si vive.

@maria teresa carrozzo

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