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Laboratorio Analisi Ortokinesis: garanzia di qualità!

Gli esami di laboratorio vengono svolti da personale medico-biologico di grande esperienza e da tecnici di provata competenza, utilizzando le strumentazioni più aggiornate, le tecnologie più avanzate ed un sofisticato sistema di elaborazione, archivio e trasmissione dati.

 

Aree tecniche di diagnosi clinica:

  • Allergologia
  • Andrologia e fisiopatologia della riproduzione
  • Biochimica generale
  • Biologia molecolare
  • Citogenetica, Amniocentesi e diagnosi prenatale
  • Ematologia e coagulazione
  • Endocrinologia – ormoni/metabolismo
  • Farmacologia e tossicologia
  • Immunologia e sierologia
  • Citopatologia ed istopatologia
  • Microbiologia, virologia e parassitologia
  • Monitoraggio biochimico ed ormonale della gravidanza
  • Oncologia e markers tumorali

Il Laboratorio è condotto e supervisionato da un gruppo di specialisti che sono attivamente e quotidianamente coinvolti nel controllo di qualità degli esami di laboratorio.

Novembre mese della prevenzione del carcinoma prostatico

La diagnosi precoce e’ un aspetto fondamentale nella gestione del carcinoma della prostata.
La presenza o assenza di una sintomatologia non e’ un criterio discriminatorio perche il carcinoma prostatico in fase precoce non da’ sintomatologia clinica.


I soggetti maschi di eta’ a partire dai 50 anni ed, in caso di familiarita’, a partire dai 40 anni dovrebbero controllare con regolarita’ i valori sierici del PSA (antigene specifico prostatico) su campione di sangue e qualora si sia in presenza di un persistente rialzo dei valori effettuare un esame di ecografia della prostata


La metodica è rappresentata dall’associazione di differenti tecniche di studio rappresentate da: studio morfologico per la valutazione dell’anatomia della ghiandola e della lesione; studio di Spettroscopia a idrogeno per la valutazione metabolica della ghiandola e della lesione; studio di Diffusione per la valutazione del grado di proliferazione e di danno cellulare della lesione; studio di Perfusione acquisito durante somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto paramagnetico per la valutazione della vascolarizzazione della lesione. L’elaborazione e la correlazione di tutti dati ottenuti con le diverse tecniche generano delle zone in cui si sospetta la sede della/e lesione/i.



Conoscete Ormone antimulleriano? Sapete che questo ormone incide sulla fertilità di una donna?

L’ormone antimulleriano è una glicoproteina che si può misurare con delle analisi del sangue specifiche e che viene spesso utilizzata come marcatore per comprendere se la donna abbia problemi di infertilità. Come vedremo in modo più approfondito tra poco, nelle donne l’AMH tende ad aumentare, per poi diminuire mano a mano che ci si avvicina alla menopausa. Nell’uomo invece accade il contrario: l’ormone antimulleriano è presente in buone quantità fino ai 2 anni di età e da quel momento inizia a calare sempre di più. E’ quindi del tutto normale che dopo la pubertà gli uomini abbiano quantità minime di tale proteina nel sangue. 

 

Spesso, quando la donna ha difficoltà nel rimanere incinta, si procede alla misurazione dell’ormone antimulleriano. Se infatti i suoi valori sono troppo bassi significa che i follicoli ovarici vengono prodotti in quantità insufficienti o che non risultano attivi come dovrebbero. Va precisato che la misurazione dell’AMH può essere effettuata anche per identificare patologie specifiche come la sindrome dell’ovaio politeistico

Ormone antimulleriano: cos’è e quali sono le differenze tra uomo e donna

Come abbiamo già accennato, l’ormone antimulleriano è una glicoproteina che si può dosare nel sangue e che viene prodotta rispettivamente dai testicoli negli uomini e dai follicoli ovarici nelle donne. Svolge un ruolo primario durante la differenziazione sessuale dell’embrione e segue un andamento differente tra uomo e donna.

 

Nell’uomo, l’ormone antimulleriano viene prodotto in quantità elevate fino ai 2 anni di età e svolge un ruolo importantissimo perchè impedisce la formazione degli organi genitali femminili. Dopo i 2 anni, i livelli di questa glicoproteina tendono a calare progressivamente fino a scomparire quasi completamente con il sopraggiungere della pubertà.

Nella donna, al contrario, l’ormone antimulleriano è molto basso alla nascita e tende ad aumentare progressivamente fino a raggiungere il suo apice nella pubertà. Dopodichè, inizia a calare nuovamente fino a scomparire del tutto quando sopraggiunge la menopausa. 

L’albumina è la più abbondante proteina presente nel plasma. Prenota un prelievo per controllare la tua

L’albumina è la più abbondante proteina presente nel plasma; di piccole dimensioni, è sintetizzata dal fegato e, pertanto, nelle gravi insufficienze epatiche la concentrazione di albumina plasmatica diminuisce. Ovviamente, anche gravi carenze nutrizionali possono spiegare una diminuzione generalizzata delle proteine circolanti, tra cui l’albumina. Le funzioni dell’albumina sono tre: trasporto dei metaboliti di per sé insolubili nell’acqua (es. bilirubina, acidi grassi liberi, ormoni tiroidei), mantenimento della pressione oncotica ( fondamentale per il controllo degli scambi idrici fra capillari e liquido interstiziale), riserva di aminoacidi (può infatti penetrare nelle cellule ed essere demolita per permettere la sintesi di altre proteine). Il turnover dell’albumina è elevato tanto che il 50% delle molecole prodotte viene degradato entro 10 giorni.

Una diminuzione di albumina plasmatica può essere causata da insufficiente sintesi epatica (cirrosi), da malnutrizione proteica (Kwashiorkor) o per eccessiva eliminazione con le urine per alterazioni del filtro glomerulare.

INDICAZIONI CLINICHE

Valutazione funzionalità renale, valutazione funzionalità renale, diagnostica dell’edema.

TIPO DI CAMPIONE

Il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue. Urina temporizzata (per poter calcolare la quantità di albumina eliminata per unità di tempo). Prime urine del mattino (per poter normalizzare l’albumina eliminata per la creatinina urinaria).

PREPARAZIONE

 

E’ necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore, è ammessa l’assunzione di una modica quantità di acqua. Per la raccolta delle urine temporizzata seguire le istruzioni fornite dal laboratorio.

Acido Urico: da cosa più essere causato l'aumento

L’acido urico è il prodotto terminale del catabolismo dei nucleotidi purinici e cioè l’acido adenilico (AMP) e l’acido guanilico (GMP). I nucleotidi sono le unità fondamentali degli acidi nucleici (DNA e RNA) ma svolgono, anche in forma libera, un ruolo importante nel nostro metabolismo. L’acido urico è poco solubile in acqua e un aumento della sua concentrazione sanguigna può portare alla sua precipitazione nei tessuti articolari (tofi gottosi) o nelle vie urinarie (calcoli renali). L’aumento della concentrazione di acido urico nel sangue deriva da uno squilibrio tra la sua produzione e la sua eliminazione (2/3 con le urine ed 1/3 con la bile). Un aumento della produzione può essere dovuto ad una ipergenerazione endogena da aumentato catabolismo o ad una dieta particolarmente ricca di acidi nucleici (carne, specialmente fegato, reni), mentre una diminuzione della sua eliminazione è dovuta ad alterata funzionalità renale.

Un aumento dell’acido urico sierico può essere dovuto a gotta primaria, insufficienza renale, leucemia, mieloma multiplo, policitemia, psoriasi; un aumento dell’escrezione giornaliera di acido urico può essere dovuto a leucemia, malattia di Wilson, gotta.

Una diminuzione dell’acido urico sierico può essere dovuta a malattia di Wilson, epatite virale, diete povere di purine; una diminuzione dell’escrezione giornaliera di acido urico può essere dovuta a deficienza di acido folico, intossicazione da piombo, digiuno

INDICAZIONI CLINICHE

Sospetta gotta, monitoraggio del trattamento farmacologico dell’ipeuricemia, monitoraggio degli effetti catabolici della chemioterapia.

TIPO DI CAMPIONE

Il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue.

 

Se richiesto il paziente deve raccogliere le urine delle 24 ore.

Acetone: perché fare delle analisi per controllarlo

L’acetone è una molecola normalmente presente nel nostro organismo in piccole quantità. Un eccesso di produzione di acetone si ha in condizioni di severa carenza di zuccheri, quando l’organismo è costretto ad utilizzare quasi esclusivamente i grassi per soddisfare il metabolismo. L’acetone è volatile e può pertanto essere eliminato attraverso la respirazione, conferendo all’aria espirata un caratteristico odore di frutta  matura. Ecco spiegato il caratteristico alito dei bambini affetti dal cosiddetto “acetone” in seguito a febbre elevata (e quindi con metabolismo accelerato) aggravata da un’insufficiente alimentazione (quindi in carenza di carboidrati), e infatti l’  “acetone” dei bambini si corregge semplicemente dando loro acqua e zucchero.

 

Un eccesso di acetone (ketoacidosi) da carenza di glucosio si può avere anche nel diabete scompensato (laddove la carenza di insulina fa si che il glucosio non riesca ad entrare in quantità sufficiente nelle cellule) e nel digiuno (specie se carboidratico) protratto.

L’acetone è impiegato ampiamente, quale solvente, nelle lavorazioni industriali e, se assorbito in dosi elevate, può provocare cefalea, vertigini, sonnolenza, epigastralgie, vomito, rinofaringite e congiuntivite. In caso di intossicazione da isopropanolo, l’acetone, suo principale metabolita, aumenta.

 

TIPO DI CAMPIONE

Il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue/urine.

PREPARAZIONE

È necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore, è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. L'analisi su urina necessita di un campione prima e dopo il turno.

 

Centro fisioterapico neurologico e riabilitativo

STUDIO ORTOKINESIS
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Accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale

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